
Amici di Nero Corvino, ben ritrovati! Sì, lo so è più di un anno che non scrivo più su questo blog. Nei prossimi giorni vi spiegherò anche il motivo e vi darò aggiornamenti sulla mia vita.
L'occasione di questo ritorno è la 59 esima edizione del Festival della canzone italiana, di cui in questi minuti è in corso la prima serata. Per chi non può seguire il festival, o semplicemente per chi desidera conoscere il mio punto di vista sulla serata, ecco a voi questo post dinamico. Verrà aggiornato ogni pochi minuti fino al termine della puntata di questo martedì 17 febbraio 2009.
Il festival si apre con Paolo Bonolis che, immerso nella splendida scenografia di Gaetano Castelli, spiega ad una bimba cosa accadrà sul palco e chi sarà ad aprire la serata: Mina. La tanto annunciata performance della tigre di Cremona è nè più nè meno quello che mi aspettavo. Un videoclip in cui la più invisibile delle artiste nostrane si mostra esattamente come accadde pochi anni fa, in occasione del suo ritorno sulle scene nel corso di una diretta su internet, sponsorizzata da Wind.
Stesso look, stavolta interpreta il celebre Nessun Dorma di Giacomo Puccini. Nulla di straordinario. I brividi non arrivano.
Immagini dei fuochi d'artificio all'esterno dell'Ariston e si rientra in teatro dove Bonolis fa il suo ingresso ufficiale. Una brusca andata a nero sullo spettacolo pirotecnico fa pensare che tutto il blocco finora andato in onda sia stato pre-registrato. O perlomeno le immagini dei fuochi d'artificio...
Il primo piano di Bonolis che introduce la kermesse è incredibilmente "sporcato" dalla presenza di tecnici che alle sue spalle montano o smontano qualcosa. Per un paio di minuti il regista Stefano Vicario impazzisce nel tentativo di non inquadrarli. Niente da fare. Poteva pure pensarci prima!
Si parte con la gara, il primo artista sul palco è Dolcenera con "Il mio amore unico". Secondo Bonolis dovrebbe chiamarsi Dolce di nome e Nera di cognome... perlomeno ogni volta che la annuncia separa il suo nome in due parti . La canzone è abbastanza ritmata e non sembra male.
Il secondo in gara è Fausto Leali con "Una piccola parte di te". Il brano parla delle difficoltà di essere genitori. La voce di Leali si fa sempre più roca ma ancora regge.
Entra in scena Luca Laurenti. I suoi siparietti con Bonolis sono ormai collaudati, forse andrebbero rinnovati, ma va bene anche così.
E' la volta di Tricarico con "Il bosco delle fragole". Non male la canzone, peccato che il suo modo di cantare mi infastidisca.
Alessia Piovan, "la ragazza del lago", ricevuti gli scontati complimenti per la sua bellezza, introduce il big successivo: Marco Carta con "La forza mia". La canzone non è nulla di che, e ad ucciderla definitivamente ci pensa lui col suo inascoltabile accento sardo. Le vocali aperte al posto di quelle chiuse e viceversa danno la sensazione di trovarsi nel mezzo di una festa paesana.
Segue Patty Pravo con "E io verrò un giorno là". Ora direte che sono troppo cattivo, ma vi giuro che i miei brividi affiorano non per la maestosità del personaggio nè per la melodiosità della voce, ma per le imbarazzanti stonature accompagnate da una voce a tratti così grave e sgraziata che fanno davvero rimpiangere quella che era la ragazza del Piper.
Un collegamento col presidente generale dell'assemrea dell'ONU, Miguel D'Escoto, precede la performace di Marco Masini col brano "L'Italia". La canzone sul Bel Paese tanto piaciuta a Bonolis non ha sortito su di me lo stesso effetto.
Segue la presentazione dell'atteso (da chi?) modello Paul Sculfor (chi?!) con un Bonolis che gli parla in inglese con un accento agghiacciante. Credo (e spero) che lo faccia di proposito, visto che ha anche soggiornato per periodi non brevi negli Stati Uniti.
Francesco Renga è il successivo concorrente e presenta una canzone, "Uomo senza età", carina ma dalla melodia non troppo diversa da "Angelo" la canzone con la quale nel 2005 riuscì a trionfare su quello stesso palco.
E' la volta di un altro ospite, Roberto Benigni. Stupisce che un così tanto acclamato talento comico non riesca a trovare argomenti diversi da Silvio Berlusconi. Se la prende col testo della canzone della Zanicchi, a suo dire troppo spudorato per una persona di una cera età. La frase più bella è rivolta a Mina: "Ormai lancia solo videomessaggi. A mostrarsi così sono rimasti solo lei e Bin Laden". Quando dallo scherzo si passa ad argomenti seri, Benigni si rivela davvero apprezzabile. Ricollegandosi alla polemica sui gay, suscitata dalla canzone di Povia, il comico toscano si lancia in un'appassionata difesa dell'amore, etero o omosessuale che sia e, declamando una lettera di Oscar Wilde, ricorda la memoria dei tanti perseguitati e uccisi per via del loro orientamento sessuale. Segue una standing ovation, a cui partecipa in maniera convinta anche il presidente onorario di Arcigay Franco Grillini.
La risposta migliore a tutto ciò potrebbe essere il titolo della canzone che segue, quella di Albano: "L'amore è sempre amore". Peccato che l'ugola pugliese, per sua stessa ammissione, non l'abbia scritta ispirandosi a così nobili pensieri.
Pupo si esibisce insieme a Paolo Belli e Youssu n'dour nel brano "L'opportunità". Nella storia del festival le canzoni portate all'Ariston in trio hanno solitamente riscosso un buon successo, ma non credo che la statistica valga anche in questa occasione.
Un piccolo problema tecnico precede l'esibizione dei Gemelli diversi. Bonolis è bravissimo nel prendere tempo. Poi comincia "Vivi per un miracolo", un brano nel perfetto stile del gruppo milanese. Non male ma davvero troppo simile ai precedenti.
Altro siparietto per niente originale col modello Paul Sculfor, con battutescontate sulla sua bellezza e sul successo con le donne. Seguono gli Afterhours. La loro "Il paese è reale" non è certamente un brano di stampo sanremese ma, nonostante questo, non sembra male. Vedremo se le vendite decreteranno come vincente la loro scelta di esibirsi su un palco così ostile al loro genere.
Iva Zanicchi è davvero sorprendente. Una canzone dal titolo eloquente: "Ti voglio senza amore" presenta una melodia piuttosto monotona ma un testo rivoluzionario, se pensiamo che a cantarlo è una donna di quasi 70 anni. Riporto un passo della canzone citato anche da Benigni: "Ti voglio senza amore, ma dammi tutto il resto. Fai quello che ti piace, però non finire presto. Ti voglio senza amore , ti voglio solamente.
Mi basta che mi trovi, che ci provi, che ti muovi e che tu voli. Come faccio io con te". Alla faccia dell'eurodeputata anziana del centro destra! Complimenti Iva per il coraggio e per la sincerità.
Seguono Nicky Nicolai e Stefano di Battista. Mi piacciono le canzoni che hanno finora presentato al festival. Questa però no. E' troppo ritmata e non si può godere a pieno della melodiosa voce di lei.
Ed ecco il momento più atteso, quello della canonze più controversa. "Luca era gay" di Povia raccoglie il mio favore dal punto di vista musicale mentre la ritengo scandalosa sotto il profilo del testo e del messaggio veicolato. Il brano si rivela esattemente ciò che più si temeva. Nonostante le parole "nessuna malattia nessuna guarigione" il messaggio è chiaro: nella storia racconata l'omosessualità era una deviazione dovuta ad un cattivo rapporto coi genitori. Il pubblico è diviso, fischi e applausi vanno di pari passo. Grillini, seduto in platea, chiede la parola attaccando Povia e raccontando la storia di un suo amico il cui compagno è morto dopo 33 anni di convivenza. Il pubblico condanna l'intervento di Grillini. Bonolis non gradisce i fischi e invita tutti a ricordare le splendide parole di Roberto Benigni.
Sal Da Vinci presenta una bella canzone dal titolo "Non riesco a farti innamorare". Peccato che l'ora tarda non giovi al giovane cantante che già non gode di grande fama (ammettetelo... anche voi avete detto: "Chi? Leonardo?!")
Gli ultimi ad esibirsi sono Alexia e Mario Lavezzi. La loro "Biancaneve" è estremamente gradevole e molto lontana dallo stile classico dell'interprete che vinse il Festival nel 2003.
E' il momento di un'altro ospite. Katy Perry canta dal vivo il suo grandissimo successo "I kissed a girl". Bisogna ammettere che la versione incisa risulta sensibilmente migliore, ma apprezzo lo sforzo ;)
Al termine della performance Bonolis fa il piacione con lei. Simpatico. E per finire "improvvisano" un'inedito duetto rievocando un vecchio successo dei Queen.
Dopo la lettura da parte di Bonolis di una bella poesia/preghiera scritta appositamente per il festival da Alda Merini è il momento delle nuove proposte. Sono quattro quelle presentate. Le altre ci saranno domani nel corso della seconda serata.
La serata termina col verdetto della giuria demoscopica, per la prima volta presente in teatro e a cui è stata data la possilità di ascoltare le canzoni già nel pomeriggio. I tre eliminati sono: Tricarico, Afterhours e Iva Zanicchi. Ma il ripescaggio potrà salvarli. Staremo a vedere.
E tu chi faresti vincere a Sanremo 2009?